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Storia del territorio della Palude di Onara:

La palude di Onara è al centro della storia di questa parte del Veneto: molti segni delle più importanti memorie sono tuttora visibili.

In epoca preromana il territorio fu occupato dagli antichi Veneti che tenevano fiorenti commerci con Roma e con le numerose popolazioni Celtiche. Particolarmente apprezzato l’allevamento dei cavalli raffigurati in numerosi steli tombali. Le trasformazioni più consistenti si ebbero a partire dal I° sec. a.C. con la centuriazione romana di Bassano-Cittadella a nord della palude e con la costruzione della strada consolare Postumia nel 148 d.C. I segni dei decumani principali e la struttura fondiaria a campi romani sono ancora perfettamente identificabili.

Dei numerosi passaggi di tribù barbariche, particolare rilevanza assunse l’invasione dei Longobardi avvenuta nel 568. Costoro s’insediarono permanentemente fondendosi con la popolazione ed assorbendone la religione: l’architettura rustica in sasso della vicina Pieve di S.Donato (VI° - VII° sec.), situata poco a sud di Cittadella, testimonia la sua origine longobarda. Il nome di Onara appare storicamente per la prima volta nel 972 in un diploma dell’imperatore OTTONE I. La memoria storica più importante è rappresentata dalla presenza degli EZZELINI, il cui capostipite, un cavaliere di nome ECELO di Arpone, discese in Italia nel 996 con CORRADO II° detto “il SALICO”. ECELO ebbe in dono dall’Imperatore per i suoi servigi militari i possedimenti di Onara e di Romano. Proprio qui, ai margini della palude, gli Ezzelini costruirono il loro castello; probabilmente in origine era una masseria fortificata con pali di legno e argini di terra, prendendo da allora il nome di “da Onara”.

Una pergamena datata 6 agosto 1074, conservata all’Archivio di Stato di Vicenza, è il  documento noto più antico riferito agli Ezzelini; un atto notarile redatto proprio nel castello di Onara. Alla fine del documento, prima delle firme si può notare una scritta che dice “….Actun in villa Aunara feliciter…..” cioè atto redatto nella villa di Onara. Il documento è un atto di donazione di una masseria, di proprietà di Gisla moglie di Eccelo, al convento dei SS. Felice e Fortunato di Vicenza. In un’altra pergamena, conservata nell’archivio di Stato di Treviso e datata 13.12.1076,  si legge che lo stesso Eccelo si nomina “…….de loco Aunerio et Romano”. La terza ed ultima datata 16.7.1077 che porta, per ora, a compimento la ricerca storica iniziata nel 2000, è ul altro atto notarile di compravendita  ed anche in questo si legge”…Actum in Aunerio feliciter…” Questi documenti testimoniano senza ombra di dubbio la presenza di Eccelo e la sua dinastia ad Onara oltre alla sua denominazione “da Onara” fino alla distruzione del castello, avvenuta nel 1198 ad opera dei padovani.

La dinastia proseguì con EZZELINO I da Onara detto il BALBO (II crociata), EZZELINO II detto il MONACO ed infine EZZELINO III (foto) detto IL TIRANNO, nato ad Onara il 25 aprile 1194 e sconfitto il 27 settembre 1259; imprigionato a Soncino fu trovato morto. La dinastia degli Ezzelini finì con la morte di Alberico, fratello di Ezzelino III, avvenuta il 25 agosto 1260. Il sito del castello ad Onara è ancora oggi individuabile, soprattutto per la presenza della antica chiesetta di S.Margherita, per la denominazione di toponimi e per la testimonianza di antiche mappe. Fonti storiche ci narrano che il castello sia stato distrutto dai Padovani nel 1198 ed il materiale usato per la costruzione di parte delle mura di Cittadella (1220) ad opera di Benvenuto da Carturo che da allora si chiamò “Cittadella” e con lui i suoi discendenti. Dopo la distruzione del castello gli Ezzelini si ritirarono nell’altro loro feudo, Romano, mutando il loro nome di “da Onara” in “da Romano”.